
Nel recruiting per i lavori operativi, il problema non è trovare utenti. È capire perché arrivano e cosa farne dopo.
C’è un momento nella vita di molte startup in cui i numeri sembrano andare bene, ma qualcosa non torna.
Gli utenti crescono, il prodotto funziona, le persone lo usano. Eppure non riesci a rispondere alle domande più semplici:
perché scaricano l’app?
Chi resta davvero?
Come trasformi tutto questo in qualcosa di sostenibile?
Workface è passata esattamente da quel momento. E il modo in cui lo ha attraversato racconta qualcosa di utile per chiunque stia costruendo una startup oggi.
Indice del contenuto
- Chi è Workface
- La sfida iniziale: crescere senza sapere perché
- Cosa è stato fatto insieme a Grownnectia
- I risultati: da startup “muta” a modello investibile
- Dove si trova oggi Workface
- Intervista a Serena Murante, Founder di Workface
- FAQ
- La lezione che resta
Chi è Workface?
Workface nasce nel 2023 da un’idea di Serena Murante, imprenditrice con vent’anni di esperienza alla guida di una propria azienda con 25 dipendenti.
L’osservazione di partenza è concreta: nel mondo del lavoro operativo — pulizie, ristorazione, Horeca — aziende e lavoratori non usano piattaforme professionali come LinkedIn. Eppure il problema del recruiting, in questo segmento, è enorme e quotidiano.
La soluzione è un algoritmo di matching geolocalizzato, concettualmente simile a Tinder, che connette in tempo reale aziende e lavoratori nella stessa area, con una chat integrata per il contatto diretto.
Nel 2024 Workface, startup innovativa guidata da Serena Murante, accede al programma Smart&Start Italia, beneficiando delle agevolazioni previste per l’imprenditoria femminile. Nel frattempo, l’app raggiunge 16.000 utenti in soli 10 mesi dal lancio, senza aver ancora attivato un modello di monetizzazione.
La sfida iniziale: crescere senza sapere perché
16.000 utenti in 10 mesi, senza un modello di monetizzazione attivo. Sulla carta, una storia di successo.
Nella realtà, una startup che cresceva — ma non sapeva leggere la propria crescita.
Workface aveva investito circa 40.000 euro in attività di marketing tramite un’agenzia esterna, con risultati ritenuti poco efficaci. Mancava la possibilità di rispondere a domande semplici ma decisive:
- Chi sono gli utenti che restano, e cosa li ha convinti a scaricare l’app?
- Quali funzionalità usano di più e quali ignorano completamente?
- Come si trasforma questa community in un modello di business sostenibile?
- Come si presentano questi numeri a un investitore in modo credibile?
Senza risposte misurabili a queste domande, anche 16.000 utenti restano un numero impressionante ma muto — difficile da usare per pianificare il passo successivo, ancora più difficile da raccontare a chi dovrà valutare la startup.
Cosa è stato fatto insieme a Grownnectia?
Serena Murante ha contattato Grownnectia con un obiettivo preciso: trasformare una crescita non leggibile in una struttura misurabile, raccontabile e investibile.
Il lavoro si è concentrato su tre aree principali.
1. Rimodulazione della strategia di marketing
Le attività precedenti avevano generato download, ma senza una logica misurabile e replicabile. Con Grownnectia è stata ridisegnata la strategia dall’inizio: analisi dei canali attivi, identificazione di quelli con il miglior rapporto tra costo e qualità degli utenti acquisiti, costruzione di un piano strutturato differenziato per i due segmenti chiave dell’app — aziende e lavoratori.
2. Costruzione del sistema di tracciamento e miglioramento KPI
Prima dell’intervento, Workface non disponeva di un sistema strutturato per leggere il comportamento degli utenti dopo il download. È stato implementato un sistema di tracciamento avanzato con eventi personalizzati lungo tutto il funnel. Per la prima volta il team ha potuto distinguere gli utenti attivi da quelli persi — e intervenire con precisione su ogni punto di abbandono.
3. Strategia di monetizzazione graduale
La logica scelta è precisa: prima si capisce cosa ha valore per l’utente, poi si fa pagare quel valore. Il servizio resta gratuito mentre si raccolgono dati comportamentali sufficienti, per poi introdurre entro la metà del 2027 abbonamenti basati sulle funzionalità più utilizzate. Una sequenza costruita sui dati reali, non su ipotesi.
In parallelo è stato sviluppato il business plan con proiezioni finanziarie, unit economics e una valutazione economico-finanziaria strutturata — per rendere la storia di Workface leggibile e credibile a chi avrebbe dovuto valutarla.
I risultati: da startup “muta” a modello investibile
Il lavoro con Grownnectia ha permesso a Workface di trasformare una crescita non leggibile in una struttura misurabile e raccontabile.
Valutazione stimata: 1,9 milioni di euro A supporto del percorso è stata sviluppata una valutazione economico-finanziaria che ha portato a una stima del valore aziendale pari a circa 1,9 milioni di euro — costruita su dati reali e difendibile davanti a investitori e partner istituzionali.
Sistema di tracciamento operativo Per la prima volta Workface legge il proprio funnel in tempo reale: chi arriva, chi resta, chi abbandona e in quale momento del percorso.
Roadmap di monetizzazione definita Un piano strutturato verso il 2027, con milestone precise e una logica di pricing costruita sui comportamenti reali degli utenti.
Percorso di fundraising avviato Con una possibile campagna di equity crowdfunding in valutazione — supportata da materiali professionali e da una storia di crescita finalmente misurabile.
Il punto non è solo il numero. È che quei 16.000 utenti hanno smesso di essere un dato isolato e sono diventati parte di una storia che un investitore può leggere, valutare e considerare.
Dove si trova oggi Workface?
Workface è oggi in fase di consolidamento della base utenti e di definizione del modello di monetizzazione, con la roadmap verso il 2027 già strutturata.
Sono in sviluppo nuove funzionalità — tra cui corsi di formazione e certificazioni di sicurezza sul lavoro — per trasformare l’app in un ecosistema completo per aziende e lavoratori operativi.
La visione dichiarata da Serena Murante è costruire il punto di riferimento per il recruiting operativo in Italia, con una successiva espansione europea.
Intervista a Serena Murante, Founder di Workface
Da dove nasce l’idea di Workface?
“L’idea nasce dalla mia esperienza diretta come imprenditrice. Gestendo un’azienda con 25 dipendenti per vent’anni, ho vissuto in prima persona quanto sia difficile trovare personale operativo in tempi rapidi. LinkedIn non è lo strumento giusto per chi cerca un lavoratore per le pulizie o per la ristorazione — e dall’altra parte, i lavoratori di quel segmento non lo usano. Mancava qualcosa di semplice, immediato, geolocalizzato. Workface nasce da lì.”
Quando hai capito che la crescita che stavi vedendo non era sufficiente da sola?
“Quando mi sono resa conto che non riuscivo a rispondere alle domande più basilari: perché le persone scaricano l’app? Chi resta davvero attivo? Avevamo 16.000 utenti, ma non avevamo gli strumenti per leggerli. E senza quella lettura, era impossibile pianificare il passo successivo o raccontare la storia a un investitore in modo credibile.”
Cosa mancava prima di lavorare con Grownnectia — dati, metodo, o entrambi?
“Entrambi. Avevo investito circa 40.000 euro in marketing con un’agenzia esterna, ma i risultati erano stati deludenti. Non perché l’idea non funzionasse — ma perché mancava un sistema per capire cosa stava succedendo davvero. Con Grownnectia abbiamo costruito quel sistema: tracciamento, funnel, lettura del comportamento utenti. Da lì è cambiato tutto.”
Cosa diresti a una startup che oggi si trova nella tua stessa situazione?
“Ogni startup dovrebbe sapere che affidarsi ai professionisti giusti è fondamentale per non bruciare budget inutilmente. Se avessi coinvolto Grownnectia fin dall’inizio, avrei potuto analizzare da subito il comportamento dei primi 16.000 utenti — senza perderne traccia.”
FAQ — Domande frequenti
Cos’è Workface? Workface è un’app di matching geolocalizzato per il recruiting operativo, che connette in tempo reale aziende e lavoratori nei settori delle pulizie, ristorazione e Horeca tramite un algoritmo simile a Tinder e una chat integrata.
Perché una startup con 16.000 utenti aveva bisogno di supporto strategico? Avere utenti non significa capirli. Workface cresceva rapidamente ma non disponeva di un sistema per analizzare il comportamento degli utenti dopo il download — rendendo impossibile ottimizzare il prodotto, pianificare la monetizzazione e presentarsi agli investitori in modo credibile.
Cos’è un sistema di tracciamento per un’app e perché è importante? È un insieme di strumenti e configurazioni che permettono di monitorare ogni azione dell’utente all’interno dell’app — dall’installazione al primo matching, dalla retention alla disinstallazione. Senza tracciamento, le decisioni di prodotto e marketing si basano su intuizioni, non su dati.
Come si monetizza un’app con utenti gratuiti? Esistono diverse strategie: abbonamenti premium, funzionalità a pagamento, modelli freemium, advertising. La scelta dipende dal comportamento reale degli utenti. Per Workface la strada scelta è un modello freemium con abbonamenti basati sulle funzionalità più utilizzate, da introdurre entro il 2027.
Quanto vale Workface oggi? Grazie anche a seguito del lavoro con Grownnectia, Workface ha una valutazione economico-finanziaria stimata di circa 1,9 milioni di euro.
Workface sta raccogliendo capitali? È in valutazione una possibile campagna di equity crowdfunding. Il percorso di fundraising è stato strutturato con materiali investor-ready sviluppati nel corso del percorso con Grownnectia.
Cosa fa Grownnectia per le startup in questa fase? Grownnectia supporta startup che hanno già validato il prodotto ma faticano a strutturare la crescita: costruisce sistemi di tracciamento, ridisegna le strategie di marketing, sviluppa business plan investor-ready e accompagna nel percorso di monetizzazione e fundraising.
La lezione che resta
Il caso Workface è rilevante non solo per i numeri, ma per la fase in cui interviene: non all’inizio, non alla fine, ma nel momento in cui una startup ha già validato che funziona — e deve capire perché funziona, per scalarlo e raccontarlo.
È una fase che molte startup italiane attraversano senza strumenti adeguati: crescono, spendono in marketing, accumulano utenti — ma senza un sistema che traduca quella crescita in decisioni concrete, in una roadmap credibile, in un modello che un investitore possa leggere.
La domanda giusta non è “quanti utenti hai?”. È: “cosa sai di loro?”
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- il percorso di sviluppo;
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